Il Maneggio



L'attività equestre

L'equitazione è una delle attività più antiche a cui si è dedicato l'uomo. Nella storia greca e romana chi sapeva “equitare” acquistava un valore aggiunto nelle società. Da allora in poi il titolo di cavaliere divenne espressione di nobiltà.
Purtroppo con il passare del tempo, il rapporto tra uomo e cavallo, si è modificato notevolmente, specie nell'ultimo periodo storico, dopo l'invenzione del motore a scoppio che ha trasformato radicalmente sia il modo di spostarsi da un luogo all'altro sia il lavoro agricolo. Dal novecento in poi l'equitazione ha perso la propria funzione utilitaristica e si è trasformata prettamente in attività ludico-sportiva.


L'ippoterapia

A molti animali è riconosciuta la capacità di legare affettivamente con l’uomo e di stimolare la positività di chi li circonda. Il caso del cavallo è la conferma più autorevole di questo fenomeno.
La disabilità non è sempre una malattia: spesso è uno stato esistenziale con il quale si deve convivere, il cavallo dona affetto e gratitudine, ricambiando, a piene mani, il trattamento positivo riservatogli.
Come qualsiasi sport, l’equitazione è benefica sia per il corpo che per la psiche di una persona, specialmente nel momento della formazione di un bambino. Il movimento agisce dal punto di vista sia psicologico che fisico.









L'ippoturismo

Il cavallo, quindi, non è inteso solo come strumento ai fini sportivi ma anche a fini riabilitativi e turistici come compagno di avventura per escursioni e passeggiate rivolte a tutte le fasce di età.
In questi ultimi anni, in concomitanza con la nascita degli agriturismi, si è sviluppato un'altro tipo di equitazione, conosciuta con il nome di “ippoturismo”, che consiste in una forma di turismo particolarmente adatta al nostro territorio in quanto esso offre la possibilità di effettuare numerose escursioni nelle sue splendide campagne tra i suoi numerosi sentieri più o meno selvaggi.
Le vacanze a cavallo sono una piacevole occasione per conoscere questo straordinario animale e riscoprire l'antica collaborazione fra l'uomo e il cavallo. Le emozioni che può riservare questo tipo di sport non si dimenticano facilmente!
Il turismo equestre è anche una piacevole occasione per visitare luoghi di interesse naturalistico e condividere con altre persone, piacevoli momenti di genuina amicizia.

Bambino e cavallo

Rispetto a tutti gli altri sport, l'equitazione è l'unico in cui al bambino viene chiesto non solo di imparare una tecnica e una disciplina sportiva, ma di relazionarsi con un essere vivente con il quale è chiamato a costruire un rapporto.
Si tratta, insomma, di uno sport formativo e con una forte valenza educativa sotto tutti i punti di vista, non solo quello atletico. Sotto la supervisione di un adulto, al bimbo viene insegnato a stabilire un rapporto con l'animale, accarezzandolo e interagendo con lui.
Imparare a rapportarsi con il cavallo è tanto importante quanto imparare a cavalcarlo. Inoltre, aiuta a scoprire quelli che sono i propri limiti e inculca il senso di responsabilità.
Generalmente si comincia insegnando al bambino a portare a mano il cavallo lungo un circuito stabilito, mettergli e togliergli la cavezza, pulirlo. Si tratta di fasi fondamentali e rappresentano per il piccolo cavallerizzo il primo passo alla scoperta dell'equitazione.
Il bambino deve innanzitutto imparare a montare a cavallo senza innervosire l'animale e a guidarlo con sicurezza.
L'equitazione migliora la postura, dal momento che esercita la schiena a rimanere perfettamente eretta, sviluppa la muscolatura dorsale e tonifica i muscoli delle gambe e dei glutei. È, quindi, uno sport assolutamente benefico per il corpo di una persona, specialmente per quello in formazione di un bambino. Il movimento agisce dal punto di vista sia psicologico che fisico.
Il suo fisico si svilupperà in modo armonioso, e soprattutto il suo carattere e la sua personalità ne trarranno grande arricchimento.
Inoltre, esercitando tale attività in aperta campagna, si respirerà aria salubre e pulita, con un notevole effetto positivo per la salute del bambino.
Fondamentale è la capacità dell'istruttore di relazionarsi con i più piccoli, insegnare loro il suo metodo ma saper anche adattarlo alle loro specifiche esigenze. Noi vogliamo che i bambini possano imparare ad andare a cavallo, divertirsi e stare all’aria aperta.













L'animatore pony

I pony sono cavalli di piccole dimensioni, adatti soprattutto alle attività con i bambini più piccoli.
I giochi scelti dall'istruttore hanno lo scopo di insegnare disciplina e metodologia, infatti gli allievi che svolgono gli esercizi sotto forma di gioco, instaurano un rapporto con l'animale (socializzazione e collaborazione).
Le dinamiche di gioco, infatti, aiutano i bambini a sviluppare la capacità di affrontare un percorso e a capire il loro potenziale, ad avere autostima e fiducia nelle proprie capacità e in quelle del pony, e a creare l'armonia necessaria per progredire nelle discipline di equitazione.
Lo scopo dell'animatore è quello di dare una guida sicura in tema di tecnica equestre elementare di base e di conoscenza del mondo del cavallo, di avvicinare i bambini agli animali e alla natura senza stress e senza competizione, nonchè fornire le conoscenze per la gestione del cavallo e le competenze necessarie per affrontare i livelli formativi superiori.

La nostra azienda



In funzione del tipo di clientela che frequenta saltuariamente la struttura, la nostra azienda, è in grado di organizzare dei mini corsi per principianti, che non si sono mai approcciati con il cavallo, siano essi adulti che bambini.
Prima di insegnare le tecniche vere e proprie, si insegna a conoscere bene questo intelligente e sensibile animale, a relazionarsi con lui, a prendersene cura e, per i non esperti, i primi rudimenti della monta, affiancati da un cavaliere esperto.
Inoltre si possono condividere piacevoli momenti di aggregazione e di benessere attraverso passeggiate di gruppo e incontri organizzati all'interno dell'Azienda, sia con i pic-nic nelle zone attrezzate, in cui intrattenersi piacevolmente con i propri amici dopo una sana cavalcata, oppure comodamente seduti all'interno del nostro Ristorante.
In fondo alla pagina potrete leggere notizie precise in merito all'attività equestre svolta all'interno dell'azienda.
All'interno dell'Azienda è possibile acquistare tutto ciò che serve per il pic-nic (carbonella, carne, formaggi, salumi, pane, ecc.).

Le nostre esperienze

Tra le varie esperienze e conoscenze, che questo meraviglioso sport, ci ha portato a fare, una è stata particolarmente significativa e degna di essere raccontata perchè ha arricchito tutti noi di orgoglio per la nostra struttura, per essere stata oggetto di una scelta accurata, da parte degli organizzatori e di tanta umanità scaturita dalla conoscenza di questo meraviglioso gruppo formato da 10 ragazzi autistici, dai loro eccezionali accompagnatori e dai loro cavalli che sembravano perfettamente consapevoli del delicato carico che portavano in groppa.





Il 4 settembre scorso, è “transitato”, nella nostra proprietà un gruppo, di circa 30 persone, tutte a cavallo.
Il gruppo era composto da dieci ragazzi autistici, venti accompagnatori, e sedici cavalli, che, partendo dal Centro Militare d’Equitazione di Montelibretti, ha attraversato i boschi dell'Alta Sabina, fino all'Università della musica di Avigliano Umbro, nelle vicinanze di Amelia, dove l'intero gruppo, dopo una settimana di viaggio, è stato ospitato da Mogol.
La cavalcata si è ispirata a una simile impresa, quella che lo stesso Mogol fece con l'amico Lucio Battisti, che tra l'altro non aveva mai cavalcato, nel 1970, partendo da Milano fino a Roma. Anche loro due sono passati per strade provinciali a raso di automobilisti spazientiti, anche loro hanno attraversato borghi, viottoli di campagna, boschi e roveti.

        

Gli ultimi chilometri fino alla Tenuta dei ciclamini, Mogol li ha voluti fare accanto ai ragazzi, che gli ricordavano tanto l'antico viaggio. Era commosso il grande Mogol, quando i ragazzi sono passati tra i filari di cipressi che aprono le porte del suo regno.
Ogni tappa è stata un percorso tra ippovie che attraversano la campagna e tratti di strada asfaltata.

                 

Nel clima dell'attraversata sono soltanto ragazzi che vanno a cavallo, sorridono, guardano con interesse i campi di granturco che attraversano, oppure lavorano di striglia, puliscono zoccoli, si caricano sulle braccia selle e finimenti.
Lo scopo di questa impresa è stato quello di investire questi dieci ragazzi di una responsabilità fondata, soprattutto, sulla collaborazione del gruppo, ognuno per la sua parte si sono divisi il merito del raggiungimento dell’obiettivo, che rappresentava la conclusione della tappa; per i genitori e gli accompagnatori quello di osservare i loro ragazzi con orgoglio e prendere coscienza del fatto che sono stati in grado, forse più di tanti ragazzi considerati “normali” dalla nostra società, di portare a termine un'impresa tutt'altro che facile e, per tutti noi, è stato quello di prendere coscienza del problema dell’autismo.

Un autistico, infatti, specie se adulto, rappresenta per tutti un fantasma.
Questo progetto ha reso tutti consapevoli del fatto che che avere un figlio autistico è una prova pesantissima, ma anche una grande esperienza e nel caso specifico, anche una formidabile occasione per recuperare dimensioni dimenticate e profonde della socialità, del contatto tra uomini, animali e natura.

La cavalcata è stata pensata e organizzata da un gruppo di padri di ragazzi autistici che si sono associati sotto la sigla “L’emozione non ha voce”, di fronte all’inadeguatezza di una risposta istituzionale ai problemi concreti delle famiglie con un soggetto autistico (400.000 in Italia), hanno deciso di organizzare giorno per giorno le attività che permettono ai loro figli un’esistenza dignitosa e gratificante e per ricordare al mondo, il loro diritto a essere felici.

Tutte queste persone hanno mollato tutto per una settimana, sono salite a cavallo e hanno guidato questi volenterosi ragazzi in un'avventura tutt'altro che facile.
Per sette giorni hanno attraversato campi di girasole e cespugli di more. Lo hanno fatto per 100 chilometri, per dimostrare che non sono esseri strani da guardare con diffidenza e commiserazione. In sei tappe questi ragazzi si sono conquistati la loro dignità e il loro diritto di esistere, anche oltre le porte chiuse delle loro abitazioni, oltre le interminabili giornate a far nulla, davanti a un televisore acceso.
È difficile descrivere l'esistenza di una persona autistica, soprattutto quando non è più bambino, quando gli cresce la barba e diventa un gigante strampalato per cui nel nostro civilissimo Paese non esiste un posto a sua misura.
A cavallo invece questi ragazzi sembrano essere loro a guidare il gruppo. Per sei giorni i loro genitori non hanno pensato al fatto che non avranno una scuola dove mandarli, che non sapranno chi se ne farà carico quando loro non ce la faranno più, che non vedono un progetto andare in porto, dei tanti per cui vorrebbero un po' di attenzione dai nostri amministratori sempre più indaffarati.
Almeno per questa settimana non si è pensato a tutti questi problemi.

La radio parlava di venti di guerra, mentre questi ragazzi per la prima volta erano padroni di un'impresa e stavano vincendo la loro guerra contro l'indifferenza della società.
Insomma ce l'hanno fatta, non solo i loro accompagnatori che hanno fatto un lavoro eccellente ma soprattutto i ragazzi, ora a pieno diritto giovani guerrieri. Proprio come nelle culture più arcaiche, hanno dimostrato che si è adulti solo dopo una prova terribile.
Oggi, purtroppo, molti ragazzi non diventano mai adulti, al massimo si arriva all'età della patente e del diritto al voto, ma si continua a pensare che la vita sarà sempre un gioco. Per questi ragazzi non sarà mai così. Tanto è vero che è raro vedere un autistico giocare, anche nell'età in cui è permesso farlo.

Per questi ragazzi, e per i loro genitori, da domani, sarà dura tornare a fare i conti con i semafori, il traffico, gli autobus pieni di gente rabbiosa, le mattine a passeggio nei corridoi di una scuola dove, per i prodi cavalieri non ci saranno più praterie da attraversare.

"L'emozione non ha voce" così si sono voluti chiamare i genitori di questi ragazzi e mai come in simili occasioni questo nome è così vero.












Il loro soggiorno nella nostra azienda

Alcuni ragazzi fanno amicizia con i nostri animali e si divertono tuffandosi nelle fresche acque della nostra piscina. L'acqua per questi ragazzi è un elemento naturale in cui si sentono completamente a proprio agio.

     

Colgo ancora l'occasione per salutare tutto lo staff di questa stupenda organizzazione, per ringraziarli della loro disponibilità e la loro simpatia, un ringraziamento anche a Francesco e Lino del Maneggio a Macchie (Amelia) per la collaborazione che hanno offerto, sia a noi che all'organizzazione, e infine un abbraccio particolare a tutti i ragazzi.

(Parte di questo testo è stato preso dalla cronaca della cavalcata, pubblicata sul giornale “La Stampa”, realizzata dal Sig. Nicoletti, giornalista e papà di uno dei ragazzi autistici)

Il nostro istruttore

Il responsabile del Maneggio, che è anche l'amministratore dell'Agriturismo, si chiama Riccardo Eutizi, è Perito Agrario e va a cavallo dall'età di 10 anni, ora ne ha 27. Come tanti ragazzi di quell'età, ha iniziato a praticare questo sport, senza programmi e senza ambizioni particolari, spinto soltanto dalla passione e dall'amore per questo animale. Con il passare del tempo, quello che era nato come un semplice hobby, si è trasformato in una vera e propria “febbre da cavallo” come il titolo del famoso film di Gigi Proietti, tanto che trascorreva, presso il Maneggio tutto il suo tempo libero e, non avendo un suo cavallo personale, si prendeva cura di quelli degli altri, li montava, quando i rispettivi proprietari non potevano farlo, li strigliava e li ferrava, rubando con gli occhi il lavoro del maniscalco, era praticamente entrato, di fatto, a far parte dello staff e i proprietari lo avevano adottato come loro mascotte. Con il tempo aveva imparato i segreti della doma e, nel frattempo, si allenava per partecipare alle gare di salto a ostacoli.



Per molti anni ha partecipato a svariate gare, qualificandosi anche nei primi posti dei diversi campionati, prima soltanto locali e poi anche a livello regionale, fino a che nel 2006, un brutto incidente d'auto lo ha costretto a fermarsi per quasi un anno. Evento che ha interrotto, sul nascere, le sue prospettive agonistiche ma non la sua antica passione. Ha infatti continuato a frequentare questo fantastico mondo, partecipando a diversi corsi e acquisendo il titolo di “Animatore pony” iniziando anche il lungo percorso (in quanto composto da varie tappe) che lo porterà al riconoscimento ufficiale di istruttore FISE.


Nel frattempo, una volta diplomato, ha voluto fare della sua passione, il suo lavoro e, insieme ai genitori e ad altri membri della sua famiglia, ha fatto una scelta di vita veramente coraggiosa, specie in un momento come questo, abbandonando la sua città natale e molti dei suoi amici, si è trasferito a Penna in Teverina (un paesino di poco più di mille abitanti, in provincia di Terni) e ha aperto questa Azienda agricola di 25 ettari, dove si occupa, principalmente dell'organizzazione del maneggio, continuando a partecipare a corsi di formazione. In questo momento è impegnato in un corso a Perugia sui benefici dell'ippoterapia applicata a specifiche patologie. Un percorso molto impegnativo, indirizzato a fornire nozioni teorico pratiche inerenti le disabilità in genere e i fondamentali stili di comunicazione ed educazione, in Progetti Educativi specifici nell’interazione con il cavallo.
Pur avendo iniziato la sua attività da appena un anno, già possiede 5 cavalli e 2 pony. I cavalli di indole molto tranquilla, permettono di essere montati anche da non esperti e da persone, adulti e ragazzi, alla loro prima esperienza. Prima di insegnare le tecniche vere e proprie, si insegna a conoscere bene questo intelligente e sensibile animale e a relazionarsi con lui, insieme ai primi rudimenti della monta. Per i più piccoli è possibile farsi guidare dal nostro istruttore che tiene il cavallo mentre il “neo cavaliere” impara a tenersi in equilibrio ad un'andatura tranquilla e controllata. I più esperti potranno cimentarsi attraverso percorsi più lunghi, sempre accompagnati dal personale addetto. Inoltre si possono condividere piacevoli momenti di aggregazione e di benessere attraverso passeggiate di gruppo e incontri organizzati.







PREZZI E ORARI


LEZIONI: è possibile prendere lezioni di equitazione, anche saltuarie, il mercoledì e il venerdì, dalle ore 15,00 alle ore 18,00.
COSTO: Euro 15,00 l'ora.

GIRETTO: Giro all'interno dell'azienda sia con i cavalli che con i pony, per i principianti:
ORARI: nei giorni: mercoledì, venerdì, sabato e domenica (compatibilmente con le lezioni di equitazione).
COSTO: Euro 5,00.

PASSEGGIATE LUNGHE: (Per i più esperti, fuori dall'Azienda della durata minima di 1 ora):
ORARI: nei giorni: mercoledì, venerdì, sabato e domenica: 10,00/12,00; 15,00/18,00.
COSTO: Euro 20,00 l'ora.

ESCURSIONI: (Per esperti in gruppi di due o tre persone, fuori dall'Azienda):
GIORNI: mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle ore 10,00.
COSTO: da concordare ( è possibile fornire anche il pranzo al sacco).

È possibile effettuare convenzioni con gruppi, provvisti di cavalli propri, comprendenti: cena, pernottamento, prima colazione, ricovero cavalli e pranzo al sacco. Per ogni tipo di attività, si consiglia, in ogni caso, di contattarci, ai seguenti numeri: Riccardo: 3804213249 – Azienda: 0744 993120, per verificare la disponibilità dell'istruttore.

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